Una giornata a Napoli tra storia, cultura e gastronomia popolare


Con questo racconto di un giorno d’estate tra le vie partenopee ed il suo sottosuolo apriamo la rubrica dei “Viaggi di Gusto” appunti dei soci della condotta alla scoperta della cultura, del paesaggio, delle genti e dei cibi della nostra terra, ma anche di destinazioni insolite, per crearci una nostra personale mappa di “Terra Madre”.
In un soleggiato (puro caso quest’anno) 14 Agosto ho deciso di fare una gita che da tanto tempo era nei miei programmi e che, per una ragione o per l’altra avevo sempre rimandato, ossia la visita a Napoli sotterranea.

Ma cosa e’ Napoli sotterranea, beh e’ stata tante cose, i primi manufatti di scavi sotterranei risalgono a circa 5.000 anni fa, quasi alla fine dell’era preistorica. Quindi i greci iniziarono ad estrarre i blocchi di tufo del sottosuolo per costruire la loro Neapolis, creando delle cave sotterranee, ed infine i Romani a partire dall’epoca Augustea svilupparono un imponente reticolo di gallerie viarie e di acquedotti che confluivano in numerose cisterne, prelevando l’acqua dalle sorgenti del Serino. Ma anche nei secoli successivi alla caduta dell’impero romano la rete idrica sotterranea fu utilizzata dai nobili napoletani per alimentare di acqua potabile i loro palazzi (e dai ladri per derubarli, creando la leggenda dei “monacelli”). Fu solo agli inizi del XX secolo che si smise di scavare nel sottosuolo per l’approvvigionamento idrico e si abbandonò una rete di cunicoli e cisterne di oltre 2.000.000 m², diffusa per tutta la città. Durante i furiosi bombardamenti del ‘44 questo sistema di grotte fu quindi utilizzata come rifugio antiaereo. Le cavità furono illuminate e sistemate per accogliere decine e decine di persone che al suono della sirena si affrettavano a scendere perle scale che portavano in profondità.NapSotAl pubblico e’ aperta una parte di questa rete di cunicoli e cisterne. Nei pressi della Basilica di San Paolo Maggiore, in Piazza San Gaetano, una discesa di 140 gradini e 40 metri sotto il manto stradale portano ad una escursione nel sottosuolo che mette insieme il dramma dell’ultimo conflitto mondiale, andando a ritroso fino allo splendore dell’antichità romana. Il fresco, la penombra, gli stretti percorsi dei cunicoli che si aprono all’improvviso in cisterne di acqua cristallina che riverberano il loro colore sulle alte pareti di tufo ed i percorsi a lume di candela creano una ridda di sensazioni e di emozioni. Il percorso ha poi una conclusione inaspettata perche’ usciti nuovamente alla luce del sole si passa a visitare il teatro romano di Neapolis raggiungibile attraverso una botola ubicata in una vecchia abitazione civile privata, con una ulteriore prospettiva della stratificazione costruttiva a cui le nostre citta, ricche di storia, sono andate incontro nel corso dei secoli.

Ma torniamo alla giornata che, oltre ad avere una connotazione culturale e storica ha comunque avuto risvolti gastronomici non indifferenti, e come poteva essere altrimenti! Arrivato alla stazione ferroviaria di Piazza Garibaldi di prima mattina non e’ possibile allontanarsi senza prendere un caffe’ da torrefazione napoletana, marca Passalacqua, al bar Mexico al numero 72 di Piazza Garibaldi.IMG_2251 Un caffe’ cremoso ed aromatico, che se non si vuole gia’  zuccherato, all’uso napoletano, e’ necessario ricordarsi di  avvertire il barista!

Incamminandosi verso l’ingresso di Napoli sotterranea, nel dedalo di vicoli del centro di Napoli non si puo’ non essere colpiti dai profumi di pasticceria, di fritti e di pane fragrante. Qui il cibo da strada non e’ la moda, ma la necessita’ di sempre e sono tanti i negozi che si aprono sulla strada con delle vetrine invitanti per offrire al passante qualcosa da mangiare velocemente e a poco prezzo. Tra questi, una volta uscito dalla visita a Napoli sotterranea, ho scelto di fermarmi, in via Dei Tribunali 94, alla pizzeria Di Matteo dove, aspettando di avere un posto a tavola per gustarmi una pizza d’autore, e’ stato possibile convincere lo stomaco a non protestare prendendo un arancina di riso e una crocchetta di patate appena fritta.L’attesa, tra turisti e locali, con le auto che si fanno largo a passo d’uomo per non disturbare lo spuntino mio e di altre decine di persone, ha poi avuto una fine felice, davanti ad una signora pizza margherita.

IMG_2288pizza

 

 

 

 

 

 

 

Ormai contento e sazio, mi sono incamminato verso il rientro, ma un’ultima vetrina mi ha chiamato con insistenza e, ricordando che senza dolce un pasto non e’ tale, sono entrato nella pasticceria, anzi come recita il cartello del negozio, “Patisserie” Capparelli, il tempio del Baba’, dolce, soffice, succoso e leggero, che ha chiuso in bellezza una piacevole giornata di gusto e cultura o meglio, nella cultura del gusto.

IMG_2293IMG_2290

Giuseppe Pollio

Riferimenti:

www.napolisotterranea.org

www.passalacqua.com

www.pizzeriadimatteo.com

www.agrodolce.it/2014/01/27/i-migliori-baba-napoli

Autore
One Comment
  1. Fabio Rispondi

    Molto interessante l’articolo molto utile per la mia prossima gita a Napoli.

    Grazie

Rispondi

*